
Pesce
farfalla semimascherato (Chaetodon semilarvatus)

Primo
piano di uno scorfano rosso

I
colori del Mediterraneo: Un colorato nudibranco (Cratena peregrina)

I
colori del Mediterraneo: Il mimetismo cromatico di una bavosa occhiuta

I
colori del Mediterraneo: i delicati e trasparenti colori di una Alicia
Mirabilis
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Arancione, oro e verde scintillavano sull’oceano...l’acqua
brillava di fuochi ultraterreni, il silenzio incorniciava quella magica
visione, un silenzio che dava agli uomini l’idea d’esser sordi, i sensi
rapiti da quello scenario meraviglioso… Wilbur Smith, La spiaggia infuocata
Parlare di mare significa inevitabilmente parlare anche
dei suoi colori.
Il sesto continente con la sua superficie dipinta da infiniti colori che
solo la tavolozza di un pittore saprebbe immaginare e riprodurre. Infiniti
colori dalle sfumature impercettibili ma dense di emozioni e sensazioni:
il blu, l’azzurro, il turchese, il verde, lo smeraldo, il nero, ecc.
Tutti credono che il mare sia blu, ma è tutto tranne che quello;
è sotto la sua superficie che i suoi colori esplodono in mille
forme di vita diverse. E’ sotto la sua superficie che l’occhio, la mente
e lo spirito restano affascinati da questo caleidoscopio che ti cattura
inesorabilmente facendo vagare la mente verso concetti che nessun altro
posto sulla terra, per quanto bello ed incantevole, riesce a trasmettere.
Se è vero che i pittori sono i migliori amici dei colori. allora
chi ha dipinto il mare e le sue infinite sfumature ne è stato interprete
sublime, il suo miglior amico.
Persino la notte, quando la sua superficie si colora di nero, sotto l’esplosione
dei colori è inarrestabile; spettacolo riservato a pochi fortunati
sub che amano immergersi in questo liquido nero alla scoperta dei suoi
abitanti vestiti dai mille colori che esplodono in tutta la loro bellezza
cromatica quando vengono investiti dal fascio di luce della torcia.
Ma nessun colore può esistere se non vi fosse la luce, essa stessa
fonte e dispensatrice di colori attraverso il suo spettro fotocromatico.
I colori assumono diversi significati e ci indicano molteplici cose: il
rosso di un semaforo ci indica un pericolo ma il rosso di una chioma femminile
ci seduce, così come il rosso dei pesci o delle spugne incrostanti
ci affascinano per la loro bellezza, il rosso di uno scorfano indica alle
altre specie che si tratta di un potenziale pericolo. ma lo stesso rosso
di un gambero o di una stella non rappresentano lo stesso messaggio. Prerogativa
del mondo marino, a differenza di quello animale terrestre, quella di
comunicare attraverso i colori essendo l’emissione di suoni limitata a
pochissime specie. Ecco che nei fondali marini, con particolare attenzione
alle acque limpide e cristalline delle barriere coralline, l’esplosione
dei colori è alla sua massima espressione; i pesci che vivono in
queste acque sono dotati di una particolare acuità visiva di tipo
cromatico che permette loro di percepire i segnali cromatici a notevole
distanza. I colori dei pesci rappresentano un valido contributo alla loro
difesa, infatti un branco di pesci formati tutti dallo stesso colore sgargiante
impedisce al predatore di fissare l’attenzione su un’unica preda in particolare.
I colori, anche nelle specie che abitano il mare allo stesso modo di alcune
specie terrestri, svolgono una importante funzione di selezione nelle
fasi di corteggiamento e di accoppiamento; maschi con colori forti ed
appariscenti attireranno le femmine in misura maggiore di esemplari con
colori non più accesi.
L’accoppiamento cromatico del giallo con il nero rappresenta un segnale
di pericolo; sulla terra questo colore è “indossato” dalle vespe
e dalle api che avvisano che sono in grado di pungere i molestatori, in
mare questi colori sono tipici dei Pesci Farfalla (Chaetodon) (molto aggressivi
nei confronti dei loro simili), Pesce scatolo (Lactophrys). Queste colorazioni
devono essere quanto più appariscenti possibile affinché
i predatori imparino subito a riconoscerle, a ricordarle ed a temerle.
In mare il colore serve anche come elemento di mimetismo, per celare le
forme facendole passare per altro; ed ecco che il bianco candido del nudibranco
Discodoris atromaculata (Vacchetta di mare), che risalta sul rosso e sull’arancio
delle spugne su cui vive e di cui si nutre, con la vistosa presenza di
macchie nere permette di disgregarne la forma consentendo una protezione
dai predatori che altrimenti non avrebbe. Nei polpi e nelle seppie l’interpretazione
del concetto di mimetismo cromatico è sicuramente alla sua massima
espressione, essi, infatti, in frazioni di secondo riescono ad imitare
perfettamente ogni più piccola sfumatura di colore dell’ambiente
circostante.
In nessun altro posto sulla Terra è possibile ammirare una tale
varietà di colori e sfumature come sul mare e nelle sue profondità.
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