ISOLA DI BERGEGGI
Bergeggi, 14 maggio 2011


 

 

 

 

 


14 Maggio 2011 – “Il Pifferaio”
L ‘ avventura continua……

Si... e’ proprio il caso di dirlo... l’ avventura continua! Siamo a Bergeggi, pronti ad affrontare la seconda immersione. I nostri istruttori hanno scelto per noi, Libellula e Upsidedown, il sito de “Il Pifferaio”; un sito che, dicono, fa proprio al caso nostro (avendo noi fratelloni mostrato loro, in tempi non sospetti, le nostre “performance” – vedasi prima immersione del 7 Maggio). Siamo sul gommone, in direzione del sito... ma prima: i preparativi.

Sono le ore 05:30 di sabato mattina. Il cielo e’ grigio, il sonno e’ tanto. Non ho proprio voglia di sollevare la testa dal cuscino ma l’ odore del caffe’ e’ un richiamo troppo forte e cosi’, letteralmente, scivolo giu’ dal letto cercando di non fare rumore.

Comunque, per farla breve, in cinque-sei tornate riesco a trasferire tutto il “necessaire” per l’ immersione da casa al garage, dando cosi’ la sveglia a tutta la palazzina. E’ fuga! Con Linuzza, carichiamo in auto le ultime cose e, in men che non si dica, ci ritroviamo in autostrada in direzione di Savona.

Giunti a Bergeggi, sotto un cielo plumbeo, incontriamo gli amici della “Veja”. Oldslyguy, Ratavuloira, Paolo The Preident, Ictu e Libellula. Siamo in sette: “I Magnifici Sette”.

Siamo giunti a destinazione giusto in tempo per preparare il tutto, indossare il tutto e fare di tutto per raggiungere il gommone: almeno quaranta metri di sabbia ci separano dal gommone... ballo di San Vito per tutti i quaranta metri poi, ingresso in acqua per raggiungere il gommone... Rock and Roll!; ma guarda, una scaletta non fissata... ci issiamo sul gommone attaverso la scaletta adottando lo stile “Fosbury” e finalmente raggiungiamo la prua del gommone esercitandoci con i passi del tango argentino!

Siamo sul gommone, in direzione del sito... il misero tentativo di esercitare i passi del tango argentino non e’ piaciuto a nessuno del gruppo della “Veja”, cosi’, non si possono formare le coppie! Quindi, si decide di passare alle danze tribali, ai balli di gruppo. Formiamo due gruppi di 3 persone: Oldslyguy che, affiancato da Ictu, prendera’ in custodia Libellula; Ratavuloira che, affiancato da The President, prendera’ in custodia il sottoscritto. Linuzza e’ il “Solista”. Ci osservera’ dal promontorio munita di binocolo.

Giu’ dal gommone. Si aprono le danze.
Il Rata (mio istruttore) mi dice: “The President e’ giu’ che ti aspetta. Vai giu’ anche tu!“. E’ un comando che spesso e volentieri impartisce quando facciamo esercizi in piscina. Potete immaginare! A comando, obbedisco! Mi rivedo in piscina... e allora... capriola e... vado! Gia’, ma non sono in piscina! E cosi’, con il Jacket pieno d’aria compio la manovra acrobatica, falcidiando due o tre sub (esterni al gruppo, quindi: chissenefrega...) con le mie pinne, e... grande capocciata alla boa (figura di m...).
Cerco di sgonfiare il Jacket e intanto continuo a dare capocciate alla boa poi, finalmente, inizia la discesa. Mi allontano dalla catena e... inizia lo spettacolo!

Ma quale spettacolo. Non ci vedo un “piffero”. Sara’ per questo che il sito prende il nome di “Pifferaio”? Ah, no! Ho la maschera appannata. Faccio entrare un po di acqua nella maschera e poi la svuoto. Beh, va meglio. La visibilita’ e’ sufficiente, almeno per me, abituato a muovermi con il Radar anche in superficie.

Il mio assetto lascia un po’ a desiderare. Ho con me nove Kg di zavorra e vado avanti con un assetto da fuoribordo, lasciando la scia dietro di me. Guardo alle mie spalle... nessuno. Sul lato sinistro Paolo The President, sul lato destro il Rata. Guardo in alto. Il gruppo di Oldslyguy, esattamente posto ad un metro sopra la mia verticale. Perche’? Non vorrete dirmi che e’ a causa dell’ effetto scia di cui sopra?

Paolo ha con se’ un faretto e mostra al gruppetto tane, pesci stelle e... murene! Bellissima. Una murena da 200 Kg almeno e di 6 metri di lunghezza, stanata dal Rata, passa a 50 cm dal mio naso!!! Mmhhh... Mi sa’ che devo cambiare lenti a contatto. Eppure ... non credo ai miei occhi. Volgo lo sguardo alla mia sinistra e... Paolo e’ a testa in giu’, pinne in alto, immobile a osservare qualcosa attaverso un buco. Provo a scuotere la testa. Lui e’ sempre li e in quella posizione.
No, mi dico, non sono le lenti a contatto! Da detto popolare, se e’ vero che la narcosi si puo’ manifestare in molte maniere... Ma allora, sono in narcosi!

La conferma mi giunge dall’ alto: Libellula, circondata da pesciolini e da due delfini (Ictu e Oldslyguy) accenna un saluto. E quando mai! Questa e’ narcosi. Anzi, non e’ narcosi, e’ peggio!

Peccato, e’ ora di rientrare. Colpa mia che consumo quanto non so’ cosa.
Si parte in direzione della catena... che io non vedo... poi, eccola. Inizio la risalita... tengo sotto controllo la velocita’ verticale, aiutato dal computer. La catena e’ un continuo movimento. Ad ogni strappo della catena mi viene istintivo spostare le mani seguendo il moto della catena e cosi’... mi ritrovo a due metri. Il Rata mi fa segno di scendere un po’ e di ancorarmi per bene alla catena, usando anche le gambe, se necessario. Va bene. Obbedisco. Mi aggrappo e non mollo piu’.
E cosi’ il Rata dopo circa quattro minuti e’ costretto a battermi sulle spalle: braccio teso verso l’ alto, controllo del traffico ed emersione.

Issarsi sul gommone, a parte l’ ormai noto salto stile Fosbury e l’ancor piu’ noto passo di tango argentino, e’ un gioco da ragazzi.
Giunti a riva pero’ dei due ragazzi (Libellula e Upsidedown)... nemmeno l’ ombra! Al loro posto due imbranati che... capovolta e a nuoto verso riva... provano poi a mettersi in piedi. Risultato: Libellula cade... Upsidedown osserva... si sposta lateralmente, inciampa alla cima del gommone e... patapumpete !!!
E cosi’ si possono osservare due provetti scolaretti che, in mare, si spogliano di tutto, trascinano fuori dall’ acqua la mercanzia e... piano, piano... vergognosamente... prendono la strada verso il diving.

Giornata piena, vero? Ma non finisce qui’, poiche’ e’ d’ obbligo partecipare tutti quanti al debriefing dell’ immersione. E cosi’ I Magnifici Sette partono alle volte della “Debriefing Room” prenotata dal saggio ed esperto Oldslyguy dove, tra un totano e un gamberetto, parliamo del profilo di immersione (annaffiamo con bianco o rosso?), delle tecniche adottate (secondo voi erano spaghetti con vongole o con arselle?) e dei correttivi (grappa o mirto?).

Grazie a tutti

Ciao
Alex