HAVEN IN COMPAGNIA ATTO QUARTO
Arenzano 13 novembre 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 


by Nat (Pasquale Manzi)

E’ iniziato tutto per caso,Flavio ed Elena li ho conosciuti questa estate al Bikini,hanno passato qualche giorno a fare immersioni con me sul Banco,loro sono di Torino e quando sono partiti ci eravamo promessi che se fossi passato in terra piemontese mi sarei fatto sentire per trascorrere un po’ di tempo assieme.
Ed eccomi ad Alessandria per un po’ di giorni a presenziare ad una manifestazione “Alessandria in blù” organizzata dalla locale Lega Navale che porta un po’ di mare in una terra che di mare né vede poco.
Arrivato sul posto mi son guardato intorno e ho scoperto di essere in Piemonte,cavolo mi dico,ma in Piemonte c’è Torino,e a Torino c’è Flavio, che faccio???
Devo dire che in tutto questo c’entra anche Katia,che sapendomi in zona mi ha dato il suo contatto su Skipe,e così è partita la cosa,ci siamo organizzati per martedì perché la Elena non lavorava e quindi si poteva aggregare a noi in quello che poi è diventato il programma della giornata.

L’immersione sulla HAVEN.

Ai primi accordi è seguita poi tutta la fase organizzativa che chissà perché è meno complicata di quello che si può pensare,peccato che sia saltata la parte migliore di tutta la giornata,il pranzo presso il ristorante di Fabrizio a Cogoleto.
Fabri è il mio amico di scorribande sharmensi per i canyon di Thomas reef (ha preso un po’ di ferie proprio oggi per andare 15 giorni a Sharm)
e vabbè,poco male,mi spiace non averlo rivisto ma son contento per lui che è tornato un po’ da quelle parti.

Tutto pronto,l’attrezzatura è al seguito e alle 9 come da accordi arriva puntuale la telefonata di Flavio che stà arrivando,quindi mi faccio trovare davanti all’albergo,i saluti sono di rito,due chiacchiere con Elena e poi conosco Francesco,l’altro ragazzino del gruppo.
Sistemata l’attrezzatura in macchina si parte in direzione Arenano dove ad attenderci c’è Gino del Tech Diving che dopo averci consegnato le bombole e sbrigato la parte burocratica viene a prelevarci con il gommone per dirigere sul posto.
All’interno del diving Flavio mi mostra il modellino della nave e mi spiega il giro che faremo sperando che non ci sia corrente,in caso contrario il programma cambia.
La giornata è un po’ grigia,purtroppo il sole oggi non si decide a farsi vedere,ma in compenso il mare è una tavola e non c’è corrente in zona,il gommone è comodo e poi siamo solo in 4 quindi ci allarghiamo a nostro piacimento e dopo l’ormeggio e il briefing butto il gruppo in acqua e mi preparo per la discesa.
Flavio guida,io lo seguo e dietro Elena e Francesco,una volta tanto mi faccio l’immersione da cliente quindi mi preoccupo solo di seguire.
Inizia la discesa lungo la cima che dal relitto arriva alla superficie,la visibilità è discreta e ad un certo punto ecco apparire l’enorme sagoma del ponte di comando,i miei compagni sono già sul ponte,io mi fermo sui 25/30 mt per qualche istante e mi guardo intorno per assorbire il colpo di vedere questo gigante immobile sul fondo del mare,lo stupore passa in fretta sostituito dalla voglia di riuscire a vedere il più possibile e iniziamo la discesa lungo il ponte di comando fino a toccare il ponte di coperta nella parte poppiera.
Mi sposto e mi porto fuori dal ponte per osservare meglio l’imponente sovrastruttura fino a che lo sguardo si perde nel blù,sono tranquillo,il respiro è regolare e i consumi nella norma, tocco i 57 mt, Flavio mi lampeggia,gli ho promesso che avrei fatto il bravo e che l’avrei seguito come un cagnolino.
La passeggiata continua con un passaggio lungo il lato dritto della nave,nuvole di anthias a farci compagnia e una musdea di notevoli dimensioni fa capolino da uno spacco,poi un tratto di penetrazione attraverso un corridoio e una scala fino alla plancia per uscire di nuovo nel blù.
Il computer mi segnala già deco a 6 mt ma abbiamo ancora tutto il tempo e l’aria per fare una puntata sul fumaiolo e quando i minuti di deco diventano 32 decidiamo di staccare e iniziare la risalita.

Come al solito le soste di deco son noiose,ma ne approfitto per rivedere il film di questa immersione,la ripasso istante per istante e metto a fuoco i particolari e gli orientamenti,cosa che non mi risulta particolarmente difficile visti gli anni passati a bordo delle navi.
Il rientro al diving è stato veloce,come veloce è stato il rivestirci e scappare,ma questo era dovuto solo ai morsi della fame che abbiamo placato con una sosta presso un autogrill.
Cosa dire della Haven,ne ho sentito tanto parlare che non potevo fare a meno di visitarla,è maestosa e immagino cosa significa riuscire a vederla nei giorni dove la visibilità permette di spaziare molto oltre quello che son riuscito a vedere io,però…. e qui son sicuro che si scateneranno tuoni e fulmini, è stato come prevedevo,un relitto che non mi ha emozionato,non sò il perché e non chiedetemelo però mi ha fatto questo effetto.
E’ un’immersione sicuramente bella e poi una sola serve a poco,ma il primo impatto è quello che poi ti resta nel cuore e la Haven mi resta impressa solo per la sua maestosità.
Dei miei compagni invece che dire,persone splendide che ringrazio ancora per la disponibilità e per la piacevole giornata che mi hanno fatto trascorrere.
Ciao Flavio,ciao Elena e Franc,vi aspetto a C.mare,e voi sapete per andare dove.

Nat.