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by Nat (Pasquale Manzi)
E’ iniziato tutto per caso,Flavio ed Elena li ho conosciuti
questa estate al Bikini,hanno passato qualche giorno a fare immersioni
con me sul Banco,loro sono di Torino e quando sono partiti ci eravamo
promessi che se fossi passato in terra piemontese mi sarei fatto sentire
per trascorrere un po’ di tempo assieme.
Ed eccomi ad Alessandria per un po’ di giorni a presenziare ad una manifestazione
“Alessandria in blù” organizzata dalla locale Lega Navale che porta
un po’ di mare in una terra che di mare né vede poco.
Arrivato sul posto mi son guardato intorno e ho scoperto di essere in
Piemonte,cavolo mi dico,ma in Piemonte c’è Torino,e a Torino c’è
Flavio, che faccio???
Devo dire che in tutto questo c’entra anche Katia,che sapendomi in zona
mi ha dato il suo contatto su Skipe,e così è partita la
cosa,ci siamo organizzati per martedì perché la Elena non
lavorava e quindi si poteva aggregare a noi in quello che poi è
diventato il programma della giornata.
L’immersione sulla HAVEN.
Ai primi accordi è seguita poi tutta la fase organizzativa che
chissà perché è meno complicata di quello che si
può pensare,peccato che sia saltata la parte migliore di tutta
la giornata,il pranzo presso il ristorante di Fabrizio a Cogoleto.
Fabri è il mio amico di scorribande sharmensi per i canyon di Thomas
reef (ha preso un po’ di ferie proprio oggi per andare 15 giorni a Sharm)
e vabbè,poco male,mi spiace non averlo rivisto ma son contento
per lui che è tornato un po’ da quelle parti.
Tutto pronto,l’attrezzatura è al seguito e alle 9 come da accordi
arriva puntuale la telefonata di Flavio che stà arrivando,quindi
mi faccio trovare davanti all’albergo,i saluti sono di rito,due chiacchiere
con Elena e poi conosco Francesco,l’altro ragazzino del gruppo.
Sistemata l’attrezzatura in macchina si parte in direzione Arenano dove
ad attenderci c’è Gino del Tech Diving che dopo averci consegnato
le bombole e sbrigato la parte burocratica viene a prelevarci con il gommone
per dirigere sul posto.
All’interno del diving Flavio mi mostra il modellino della nave e mi spiega
il giro che faremo sperando che non ci sia corrente,in caso contrario
il programma cambia.
La giornata è un po’ grigia,purtroppo il sole oggi non si decide
a farsi vedere,ma in compenso il mare è una tavola e non c’è
corrente in zona,il gommone è comodo e poi siamo solo in 4 quindi
ci allarghiamo a nostro piacimento e dopo l’ormeggio e il briefing butto
il gruppo in acqua e mi preparo per la discesa.
Flavio guida,io lo seguo e dietro Elena e Francesco,una volta tanto mi
faccio l’immersione da cliente quindi mi preoccupo solo di seguire.
Inizia la discesa lungo la cima che dal relitto arriva alla superficie,la
visibilità è discreta e ad un certo punto ecco apparire
l’enorme sagoma del ponte di comando,i miei compagni sono già sul
ponte,io mi fermo sui 25/30 mt per qualche istante e mi guardo intorno
per assorbire il colpo di vedere questo gigante immobile sul fondo del
mare,lo stupore passa in fretta sostituito dalla voglia di riuscire a
vedere il più possibile e iniziamo la discesa lungo il ponte di
comando fino a toccare il ponte di coperta nella parte poppiera.
Mi sposto e mi porto fuori dal ponte per osservare meglio l’imponente
sovrastruttura fino a che lo sguardo si perde nel blù,sono tranquillo,il
respiro è regolare e i consumi nella norma, tocco i 57 mt, Flavio
mi lampeggia,gli ho promesso che avrei fatto il bravo e che l’avrei seguito
come un cagnolino.
La passeggiata continua con un passaggio lungo il lato dritto della nave,nuvole
di anthias a farci compagnia e una musdea di notevoli dimensioni fa capolino
da uno spacco,poi un tratto di penetrazione attraverso un corridoio e
una scala fino alla plancia per uscire di nuovo nel blù.
Il computer mi segnala già deco a 6 mt ma abbiamo ancora tutto
il tempo e l’aria per fare una puntata sul fumaiolo e quando i minuti
di deco diventano 32 decidiamo di staccare e iniziare la risalita.
Come al solito le soste di deco son noiose,ma ne approfitto per rivedere
il film di questa immersione,la ripasso istante per istante e metto a
fuoco i particolari e gli orientamenti,cosa che non mi risulta particolarmente
difficile visti gli anni passati a bordo delle navi.
Il rientro al diving è stato veloce,come veloce è stato
il rivestirci e scappare,ma questo era dovuto solo ai morsi della fame
che abbiamo placato con una sosta presso un autogrill.
Cosa dire della Haven,ne ho sentito tanto parlare che non potevo fare
a meno di visitarla,è maestosa e immagino cosa significa riuscire
a vederla nei giorni dove la visibilità permette di spaziare molto
oltre quello che son riuscito a vedere io,però…. e qui son sicuro
che si scateneranno tuoni e fulmini, è stato come prevedevo,un
relitto che non mi ha emozionato,non sò il perché e non
chiedetemelo però mi ha fatto questo effetto.
E’ un’immersione sicuramente bella e poi una sola serve a poco,ma il primo
impatto è quello che poi ti resta nel cuore e la Haven mi resta
impressa solo per la sua maestosità.
Dei miei compagni invece che dire,persone splendide che ringrazio ancora
per la disponibilità e per la piacevole giornata che mi hanno fatto
trascorrere.
Ciao Flavio,ciao Elena e Franc,vi aspetto a C.mare,e voi sapete per andare
dove.
Nat.
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