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1° Teorema del Subacqueo “Veja Crica”:
un corpo desideroso di azoto rimane pienamente appagato solo dopo una
immersione sulla Haven.
E’ mia ferma convinzione che ogni volta ci si immerga
sulla Haven…è come fosse la prima volta! Non si potrà mai
dire di conoscerla tutta fino in fondo.
L’occhio si perde e ovunque si fissi lo sguardo, c’è qualche angolo
nuovo da scoprire…qualche cosa da osservare…qualche passaggio da ricordare.
Questa mattina, poi, la visibilità era così favorevole che
già a –15 si scorgeva il castello e più si scendeva e più
la sagoma si avvicinava, imponente e minacciosa ma allo stesso tempo accogliente
e invitante. E per i 14 arditi che poco prima avevano sfidato vento gelido
e mare burbero, quella visione è stata come il canto delle sirene
di Ulisse: impossibile resistere al richiamo e alla tentazione di scendere
ben oltre il solito giro a –45.
Programmata a dovere sul gommone, l’immersione ha perso gli schemi stabiliti
non appena siamo arrivati sulla parte alta del castello: problemi di compensazione
per qualcuno, problemi di comunicazione per qualcun altro, problemi di
riconoscimento guida per altri ancora…quindi ci siamo ritrovati praticamente
in tre a fare il giro prefissato e a lungo sognato (almeno da qualcuno…).
Dal castello al ponte è un attimo…ma l’emozione di fare quel tuffo
è veramente forte e ti lasci cadere e ti aspetti che qualcosa vada
storto mentre invece tutto è perfetto e ti senti libero di planare
e quasi vorresti che il ponte si allontanasse un po’ di più per
continuare la discesa e rendere quel momento più lungo.
C’è un passaggio sul ponte. Si entra là dentro e poi subito
fuori a –55.
Intorno è tutto un insieme di tubi che si incrociano dall’alto
in basso, da destra a sinistra. Impossibile guardare quel paesaggio senza
provare ad immaginare la vita di quell’ammasso di ferro fuori dall’ambiente
marino.
Prima di risalire il castello attraversiamo uno stretto corridoio dove
ai lati si trovano in perfetto ordine delle bombole e vari attrezzi tra
cui una morsa funzionante, che attira sempre la curiosità di chi
passa lì accanto. E allora tutti a dare un giro di morsa…una specie
di gesto scaramantico per far sì che prima o poi sulla Haven ci
si ritorni ancora.
Immersione finita…purtroppo è arrivato il momento di salutare la
petroliera e lasciarla al suo riposo.
A malincuore si ritorna sopra. Un po’ di deco, giusto per smaltire gli
ultimi residui di bollicine e soprattutto per prepararsi moralmente alla
risalita in gommone.
Si esce…stanchi ma consapevoli che prima o poi laggiù sulla Haven
ci torneremo di nuovo.
E poi ancora…finchè non potremo finalmente dire di conoscerla tutta
fino in fondo.
Elena
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