HAVEN IN COMPAGNIA
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Arenzano 20 ottobre2007


1° Teorema del Subacqueo “Veja Crica”:
un corpo desideroso di azoto rimane pienamente appagato solo dopo una immersione sulla Haven.

E’ mia ferma convinzione che ogni volta ci si immerga sulla Haven…è come fosse la prima volta! Non si potrà mai dire di conoscerla tutta fino in fondo.
L’occhio si perde e ovunque si fissi lo sguardo, c’è qualche angolo nuovo da scoprire…qualche cosa da osservare…qualche passaggio da ricordare.
Questa mattina, poi, la visibilità era così favorevole che già a –15 si scorgeva il castello e più si scendeva e più la sagoma si avvicinava, imponente e minacciosa ma allo stesso tempo accogliente e invitante. E per i 14 arditi che poco prima avevano sfidato vento gelido e mare burbero, quella visione è stata come il canto delle sirene di Ulisse: impossibile resistere al richiamo e alla tentazione di scendere ben oltre il solito giro a –45.
Programmata a dovere sul gommone, l’immersione ha perso gli schemi stabiliti non appena siamo arrivati sulla parte alta del castello: problemi di compensazione per qualcuno, problemi di comunicazione per qualcun altro, problemi di riconoscimento guida per altri ancora…quindi ci siamo ritrovati praticamente in tre a fare il giro prefissato e a lungo sognato (almeno da qualcuno…).
Dal castello al ponte è un attimo…ma l’emozione di fare quel tuffo è veramente forte e ti lasci cadere e ti aspetti che qualcosa vada storto mentre invece tutto è perfetto e ti senti libero di planare e quasi vorresti che il ponte si allontanasse un po’ di più per continuare la discesa e rendere quel momento più lungo.
C’è un passaggio sul ponte. Si entra là dentro e poi subito fuori a –55.
Intorno è tutto un insieme di tubi che si incrociano dall’alto in basso, da destra a sinistra. Impossibile guardare quel paesaggio senza provare ad immaginare la vita di quell’ammasso di ferro fuori dall’ambiente marino.
Prima di risalire il castello attraversiamo uno stretto corridoio dove ai lati si trovano in perfetto ordine delle bombole e vari attrezzi tra cui una morsa funzionante, che attira sempre la curiosità di chi passa lì accanto. E allora tutti a dare un giro di morsa…una specie di gesto scaramantico per far sì che prima o poi sulla Haven ci si ritorni ancora.
Immersione finita…purtroppo è arrivato il momento di salutare la petroliera e lasciarla al suo riposo.
A malincuore si ritorna sopra. Un po’ di deco, giusto per smaltire gli ultimi residui di bollicine e soprattutto per prepararsi moralmente alla risalita in gommone.
Si esce…stanchi ma consapevoli che prima o poi laggiù sulla Haven ci torneremo di nuovo.
E poi ancora…finchè non potremo finalmente dire di conoscerla tutta fino in fondo.

Elena