MOHAWK DEER - 04/03/2007

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Domenica, 4 marzo ’07

La Veja Crica fa il pieno!
In 12 ci ritroviamo al diving San Fruttuoso di Santa Margherita incuranti del fatto che voci poco rassicuranti diano il mare non in ottime condizioni.
Stavolta il gommone lo riempiano solo noi, quindi non c’è santo né marinaio che tengano: oggi all’unanimità si decide per il Mohawk Deer come punto di immersione.
Per alcuni risulta essere la prima visita al Cervo Moicano, altri invece sono ormai di casa in quel fondale. Fatto sta che l’immersione su un relitto ha sempre un suo fascino e gli amanti del genere raramente la sostituiscono con una secca o parete, quindi dopo un breve breefing chiarificatore tutti concordano sulla scelta della meta.
Anche in questa occasione la puntualità è il pezzo forte del giorno! Partenza prevista per le 11 e a quell’ora siamo già tutti belli vestiti, imbarcati e diretti verso il largo. Più di così…
Il mare ci accoglie con una bella onda lunga e a questo punto tutti coloro che praticano l’arte di sfamare i pesci (ovvero patiscono la barca) iniziano a temere il peggio per il ritorno. Ma anche questo fa parte del mestiere e poiché solo gli audaci saranno ricompensati…tutti avanti a testa alta che al dopo ci penseremo poi!
I primi 20 mt di discesa li facciamo in un mare con visibilità di 5 metri scarsi…in poche parole: una schifezza! Poi, lasciata l’ancora per dirigerci verso il relitto, notiamo che la situazione va decisamente migliorando e a –30 la visibilità si può definire del tutto sufficiente. Questo ci permette di penetrare nel Mohawk Deer senza particolari problemi e addirittura di assistere al passaggio di un bellissimo branco di Corvine tra le lamiere, evento quasi eccezionale vista la scarsa presenza di pesce che solitamente contraddistingue questo punto di immersione.
Una parte del gruppo si spinge oltre i 40 mt per vedere le gorgonie; qualcun altro invece limita la profondità a –32 a causa di una macchina fotografica da provare per la prima volta scafandrata, le cui mirabolanti prestazioni (ahimè!) si potranno però ammirare solo in una prossima avventura della Veja Crica.
A fine immersione…tutti in camera iperbarica presso la “Trattoria San Siro”, tappa divenuta ormai d’obbligo per desaturare al meglio e recuperare lo “spirito” necessario ad affrontare il viaggio di rientro!


Quelli che…

...scendono a –30 per testare la macchina fotografica nuova di pacca e non mettono le batterie cariche
…vogliono a tutti i costi farsi fare una foto sott’acqua e la chiedono alla persona sbagliata
…consideravano la muta stagna roba da “femminucce” e un mese dopo se la sono già comprata
…non capiscono come mai il nuovo computer subacqueo segni l’ora sbagliata e poi si accorgono di averlo indossato al contrario
…usano il navigatore satellitare per ritrovare la strada di casa

Tutto questo è anche (e soprattutto) Veja Crica!

Elena