MOHAWK DEER
SCHEDA TECNICA :
Tipo : Piroscafo da carico (cisterna)
Nazionalita’: Canadese
Anno di costruzione : 1896, Cantiere
: F.W.Wheeler & Co. di West Bay City
Compagnia di navigazione : Mohawk Nav.
Co. Ltd. di Montreal (Canada)
Lunghezza : 137.46 metri
Larghezza : 17.17 metri
Stazza lorda : 4.423 tonnellate, Eliche
: 1, Caldaie : 2
Data affondamento : 5 novembre 1967. Causa
affondamento : rottura cavo traino e conseguente urto contro gli scogli
Profondità minima : 18 metri, Profondità
massima : 48 metri
LA STORIA :
La Mohawk deer, il cui nome significa
cervo moicano, viene varata nel 1896 a West
Bay City in Canada e iscritta nel registro navale di Montreal.
Èuna cisterna di 4.423 tonnellate di stazza con la zona centrale vuota,
sala macchine e alloggi a poppa e il ponte di comando a prua. Dopo oltre 70
anni di onorato servizio il mercantile veniva ormeggiato a Genova in attesa
del trasferimento a la Spezia venduto a un cantiere di demolizione.
Nonostante le cattive condizioni meteorologiche la domenica 5 novembre 1967
il rimorchiatore Junak prendeva il mare con a traino la Mohawk Deer e la più
piccola Makawell. Al largo del promontorio di Portofino il forte vento di libeccio
e la conseguente mareggiata strattonarono continuamente il cavo di traino del
mercantile finendo per spezzarlo, la Mohawk Deer si ritrovava così in
balia delle onde senza alcuna possibilita’ di essere riagganciata.
Lo scarso valore del mercantile e le condizioni
meteorologiche avverse fecero si che i soccorsi arrivassero con molto ritardo,
le onde del mare in burrasca avevano spinto lo scafo vicino a riva, in corrispondenza
del Ruffinale anche noto come Cala degli Inglesi. Le roccie a picco lo spezzarono
in due tronconi : il primo si inabisso’ molto velocemente con la parte
di prua rivolta verso riva; il secondo, con la sala macchine e gli alloggi,
restò ancora un poco a galla sbattendo contro gli scogli fino a che con
un boato sordo si inabissò lasciando solo una scia di rottami galleggianti
che si sono lentamente inabissati. Da allora, nonostante l’interno fosse
già stato svuotato in vista della demolizione, il relitto è ancora
ricco di particolari suggestivi che lo rendono una meta molto frequentata del
promontorio.
LE
IMMERSIONI : Per visitatare interamente il mercantile occorrono almeno
due immersioni. Una , solitamente la più effettuata, sulla parte di prua
e metà dello scafo, una seconda molto più profonda sulle caldaie.
La prima delle immersioni è alla portata di tutti e si presta particolarmente
bene come palestra per il brevetto avanzato o per quello di specialità.
N.1: Lasciato il blocco di cemento della boa ci dirigiamo, spalle alla scogliera, verso sinistra e alla profondità di circa 18 metri incontriamo la prua che si erge verticalmente leggermente inclinata sulla dritta. La vista è particolarmente suggestiva e costituisce un soggetto ideale per una foto d’ambiente. L’enorme ancora giace sul fondo con alcune maglie di catena tagliata e proseguendo lungo lo murata incontriamo una grossa falla nella chiglia a circa 23 metri. Proseguendo la discesa si esplorano i resti della plancia di facile accesso, siamo intorno ai 30 metri, dove le lamiere contorte offrono riparo e sostegno alla fauna ricca di madreporari, briozoi e gorgonie rosse; è possibile trovare gronchi, murene, corvine, aragoste. A questo punto possiamo cominciare la risalita ritornando sulla prua dove possiamo osservare i grossi argani salpancore. L’immersione di solito finisce qui con un ritorno verso la boa e una risalita lenta verso la superficie seguendo la catena non domenticando, condizioni permettendo, la sosta di sicurezza a 5 metri.
N.2: Immersione per subacquei in possesso di brevetto deep in quanto la nostra meta si trova a una quota di circa 48 metri. Possiamo osservare le grosse caldaie avvolte da una nuvola di rosei Anthias. Si possono esplorare le fornaci, osservare la vecchia chiodatura di questo tipo di caldaia a carbone e poi ricercare sul fondo i resti. L’immersione impegnativa può essere suggestiva ma in condizioni di acqua limpida.
Luca Zerbini Instructor